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Perché tanti ritiri all’UTMB?

Iscriversi all’UTMB significa preparare una ultra focalizzandosi sulla massima velocità ottenibile, sul massimo godimento derivante dall’adrenalina e dalla competizione. Una partenza spettacolare in un fiume di persone, l’essere costantemente in competizione sia tra i primi che tra gli ultimi, avere dei cancelli pensati per far tirare la gara.

Diario di un anno di Corsa della Bora. (e che anno)

Ricordate quel clima di isteria, panico, paura di fare che vi ho descritto nei mesi di ottobre? Quell’effetto domino che distruggeva tutto? Ecco, il 10 gennaio 2022 c’è stato un contagio di massa. Un contagio di entusiasmo e di vita. Percepivamo tutti la serenità e la gioia dei concorrenti, loro hanno percepito quella dello staff. Non è stata solo una giornata di gelo e nuvole ma soprattutto di sorrisi e occhi pieni di calore e gioia

Com’è partecipare a una gara di trail running in era Covid?

Com’è partecipare a una gara di trail running in era Covid? Cosa significa organizzare una gara di trail e cosa significa partecipare ad una gara “a norma”?

Ma soprattutto, perché tante gare vengono annullate?

Partiamo subito con quello che farà inferocire molti organizzatori, ma va detto: da luglio a settembre 2020 le gare di trail e di corsa si possono organizzare. Vengono annullate non perché la legge non consenta di tenerle, ma perché il lavoro per metterle in piedi è per molti troppo oneroso e rischia di generare troppo poco profitto.

Alpi Apuane: Paradiso stuprato e abbandonato

La linea più bella, a mio avviso è quella da Seravezza a Camaiore. Attraversarla tutta non è cosa scontata. Le tre maggiori difficoltà sono date da sentieri crollati e dismessi su pendii molto ripidi o completamente coperti dalla vegetazione, cave che interrompono il percorso, anche con cantieri non delimitati chiaramente e decisamente pericolosi, pochissime fonti d’acqua e punti di ristoro lungo il percorso. Due di queste difficoltà per me sono uno stimolo: avventura ed autonomia, anche se allungano i tempi di percorrenza.

COVID19: corsa allo sputo!

Sì, noi sportivi siamo visti spesso come degli “untori”, ma è anche vero che, come i bimbi all’asilo, sguazziamo di continuo in un promiscuo intruglio di virus e germi in una zuppa di indistinti fluidi corporei, e quindi siamo anche il gregge più immunizzato. Così si dice, e se così fosse davvero, sarebbe una magra consolazione.

Trans Gran Canaria 360: in viaggio verso il “nuovo mondo”.

Sì, perché chi come me è partito per questa gara ha visto l’Italia e l’Europa all’inizio della pandemia, quando ancora si chiamava “influenza grave”, e disconnesso dalla realtà per i giorni della gara, si è trovato catapultato in un mondo completamente diverso, come in un film post apocalittico in cui il protagonista si risveglia da un coma e si trova innanzi un mondo completamente mutato.

“Prima di tutto la sicurezza!” – Sicurezza? Stocappero!

Per assurdo il concorrente è più tutelato a fare una gara in cattive condizioni meteo, con un’organizzazione competente che ha predisposto indicazioni e percorsi adeguati, che partecipare ad una gara con bel tempo ma senza tale dispositivo. Certo, perché in montagna il tempo può sempre cambiare. Penso al Trail dei Tre Castelli, il fulmine in quel caso è caduto quando a valle c’era il sole e senza che ci fosse alcuna allerta in corso. In molti hanno crocefisso l’organizzatore, perché una vittima genera sempre tristezza. Ma una vittima non implica necessariamente la presenza di un colpevole. In quel caso, come in molti altri l’organizzatore aveva agito nel massimo della sicurezza e della professionalità. Si è trattata di una tragedia.

Andorra Ultra Trail: posti fantastici per runner masochisti.

SECONDO ME NON È COMPLETA, MA È LA GARA DEL “TUTTO”.
Il che è ben differente. Pensate alla pizza. Mettete su una pizza tutti gli ingredienti del menù. Potete definirla completa? Io no di certo. Potrebbe diventare anche stomachevole, un’orgia di sapori per bulimici o una sfida masochistica contro il vomito da sovralimentazione. Questa è la Ronda de Cims. Quindi per affrontarla e gustarla, l’unico modo è mangiare tanti piccoli bocconcini, soffermandosi su ogni singolo sapore ed affrontandolo come una sfida a sé. Affrontare la Ronda in un sol boccone è il modo migliore per andare subito in KO e trovarsi piegati in due a vomitare.

Three lakes trail… un nome inglese per un trail selvaggiamente Italiano

Sembra una gara pensata per chi vuole sviluppare velocità. L’unicità però di questa manifestaizone sportiva è che pur avendo un tracciato veloce, questo attraversa aree remote e non presenta i caratteri distintivi della gara tutta da correre: stradoni interminabili e piste senza fine. Un piccolo assiaggio di Dolomiti, un bocconcino di montagna, ma con l’accessibilità di una gara appenninica o collinare Altro aspetto positivo è che è perfetta per la primavera: periodo in cui il meteo è sempre incerto. Anche in una giornata di pioggia il panorama è assicurato, e non ostante il fondo bagnato il fango risulta essere molto meno rispetto alle gare Padane o Istriane. Direi la gara giusta nel momento giusto.

Rosengarten: non vederlo è come vivere a Napoli e non aver assaggiato la pizza.

Un Trail che come la località in cui si trova, potrebbe essere il perfetto ingresso nella stagione estiva e alle gare alpine. Il passaggio dai morbidi dislivelli ed i tracciati corribili tipici della stagione invernale, verso la bellezza alpina di cui godiamo nelle gare estive. Un percorso in gran parte scorrevole e con caratteristiche del terreno Pre Alpine o Appenniniche, con scorci e tratti tipicamente Alpini.

Il telo termico: lo sai usare correttamente?

Questo articolo nasce dallo stupore dopo l’ennesima foto su facebook, postata in questo caso da un organizzatore: due ragazze che indossano i teli termici come fossero degli scialli molto fashion, uno con l’oro verso l’esterno e uno con l’argento, quasi a non voler essere uguali. Come si farebbe con un’amica che accidentalmente ha indossato la stessa maglietta. No, ragazze, il telo termico non è un accessorio per essere più fighe sui sentieri, o per sentirvi più eroiche. 

Zecche e trail running. Le cinque fesserie che girano in rete e lo schema “anti zecca”

Lo scopo di questo pezzo è dare alcune informazioni chiare e semplici a chi corre, partendo dal presupposto che la prevenzione è solo una parte del quadro generale e trattando la questione da chi la ha vissuta in prima persona. Per i consigli su come trattarla ci sono i medici. Non internet!

Semplifichiamo al massimo i concetti, non me ne vogliano medici e cattedrati.

Lavies Trail, varcare una porta ed affacciarsi su Nuovo Mondo

Un Trail che come la località in cui si trova, potrebbe essere il perfetto ingresso nella stagione estiva e alle gare alpine. Il passaggio dai morbidi dislivelli ed i tracciati corribili tipici della stagione invernale, verso la bellezza alpina di cui godiamo nelle gare estive. Un percorso in gran parte scorrevole e con caratteristiche del terreno Pre Alpine o Appenniniche, con scorci e tratti tipicamente Alpini.

la tempesta delle “La Sportiva Tempesta”

Ve la farò breve: promosse al 100% come scarpe rigorosamente da usarsi con il freddo. Per chi già conosce i prodotti di casa La Sportiva ve le riassumo per le caratteristiche che ho osservato usandole per un centinaio di “chilometri bagnati”.

Gran Trail Courmayeur: le tre anime delle gare attorno al Gigante Bianco

Tre percorsi con un’anima unica, un’anima con però tre espressioni diverse per tre categorie di corridore. La prima, di chi ha vissuto il Tor des Geants, la Petite Trotte a Leon e l’UTMB. La seconda, di chi affronterà una di queste gare, le vuole scoprire in anticipo; e la terza, di di chi guardandole come distanze irraggiungibili, ne vuole assaporare almeno un pezzetto. 

Alla scoperta della Slovenia tra un mare di verde e scorci alpini. Spendendo 80 euro in 3 giorni. Gara inclusa.

Per chi corre in montagna in Friuli Venezia Giulia o in Slovenia il nome Podbrdo parla chiaro: la capitale del trail running Sloveno. Una capitale piccolissima, quasi sperduta in fondo ad una lunga vallata con poche case, un negozio, un benzinaio, una scuola ed un bar. Ecco Podbrdo. Nulla più.

Essendo il primo evento di Trail running della Slovenia, la data è quella delle gare importanti, esattamente a metà giugno, a ridosso delle nostre gare dolomitiche e dei maggiori appuntamenti del calendario internazionale.

Questa metropoli montana, nel 2016 diventa tappa del campionato mondiale con la distanza da 40 km e la buona fama del Podbrdo Running Festival (http://www.gm4o.si/) viene confermata facendo crescere la mia curiosità per la gara da 100 km.

Scegliere la propria gara ideale senza esser vittima dell'”effetto capra 🐐”: il caso DXT, LUT e fu-DSR

Chi sopravviverà? Quali gare continueranno ad avere successo? Le grandi classiche, ovviamente, alimentate dalle “capre” e da chi segue le masse (ben inteso, le ho fatte pure io e siamo tutti un po’ “capra”) e quelle gare che sapranno coniugare in modo efficiente lo spirito della montagna con le esigenze generate dal “fattore capra”. Fermo restando che molte classiche sono belle gare che ha senso fare, almeno una volta.

Le Treg: un UltraTrail che catapulta fuori dal tempo e nello spazio. Nell’Africa più Africa

Un viaggio, più che un ultra trail, all’avventura che molto si avvicina alle grandi spedizioni dei romanzi ambientati a fine 800, dove il protagonista partiva ma non era ben chiaro se e quando sarebbe tornato.
Il viaggio è un distillato di Africa, di Africa vera. E chi sceglie l’Africa, la Madre Nera e talvolta spietata, con la sua potenza generatrice e vendicativa, deve stare alle sue regole.

Südtiroler Ultra Sky Race: godimento in 4 portate!

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Ultra Trail Stara Planina 2016

Gareggiare sui Balcani porta all’essenzialità, ben diversa dalla cattiva organizzazione, dove si parla di “carenza”. L’Ultra Trail Stara Planina è il perfetto esempio della differenza che c’è tra

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Aprite gli occhi e chiudete la bocca!

La montagna è pericolosa. Sempre.
La corsa in montagna è uno sport pericoloso. Non una moda.
Chi decide di correre in montagna, deve essere sempre consapevole che possono succedere delle disgrazie.
Svegliatevi!
Il trail non è una “moda”: è una disciplina che nulla ha a che vedere con la corsa su strada.
Voi che iniziate a correre sui sentieri, dovete prima apprendere le regole base della montagna, dell’escursionismo, e prendere consapevolezza del fatto che state facendo una cosa che potenzialmente potrebbe uccidervi. Anche con una semplice scivolata.

Quell’istante che separa una tragedia da una splendida giornata

Ci sono dei momenti, nei fatti che viviamo, in cui siamo davanti ad una sorta di gigante interruttore invisibile. Un istante. Una frazione di secondo di tempo indefinito e di dimensioni infinitesimali rispetto alla lama di un rasoio, in cui possiamo decidere se andrà tutto bene o andrà tutto male.

Macchè due TOR, Macchè TOR “morto”!

Il TOR non è (ancora) morto, ma il più della vicenda è sommerso, e che le cose che avrei da raccontarvi su quel che sta accadendo sono molte di più di quelle che posso dirvi, ma quello che “posso” dire, basta ed avanza.

La “bulimia di medaglie”: l’ignota malattia che uccide l’anima del trail

L’ansia di postare la foto su facebook, partecipare a tante gare, avere tanti “punti”, esibire la schermata dei km percorsi sul Garmin o Sunnto (per i veri fighi) o quella posizione in classifica sociale, diventano lo stimolo a correre. Ovviamente il processo è graduale, inesorabile e molto spesso completamente al di fuori della sfera del cosciente.

Skyrunning senza compromessi, allo stato puro: senza mediazioni, senza pietà. Benvenuti alla Els 2900

Quello che rende unica e durissima la Els 2900 è proprio il terreno su cui si svolge. Estremamente tecnico, roccioso, con numerosi tratti in cui è necessario aiutarsi nella progressione con l’utilizzo delle mani. Creste esposte su cui procedere in precario equilibrio. Discese ripidissime su terreno instabile e franoso. Infine, per elevare questo evento sopra ogni altro, una vera e propria ferrata e nel tratto finale la “Cresta dels Malhivernes”,cresta rocciosa appositamente attrezzata con funi per l’evento. Come se non bastasse i ristori solidi sono 3. Al 25°,42° e 55°km. Non molti se si calcola il tempo di percorrenza dei chilometri su questo genere di terreno.

Ma cosa ci vuole a segnare bene una gara? Tutto quel che c’è dietro una balisa

La “balisa” è un termine ormai acquisito nel mondo del trail running. Deriva dal francese “balise” o “bouée”, che significa “segnale o etichetta”. Da qui le nostre fettucce marcavia diventano delle “balise”. Quante volte correndo durante un trail abbiamo pensato “ma come cavolo le mettono queste balise” oppure “ma cosa gli costava metterne una in più”. La maggior parte delle volte questi pensieri sono più che giustificati, va detto, molte gare sono segnate da dei caproni che hanno ruminato qualche fungo allucinogeno, più che da zelanti organizzatori. Molti però non sanno che dietro a quelle semplici bandierine o fettucce di plastica appese lungo il percorso si nasconde un enorme lavoro.

Dedicato ai cenerentoli del running: senza scarpe si va solo in ospedale!

Mi sono stufato di vedere osannare sedicenti tecniche di running senza supporti e addirittura in barefoot nei contesti del trail running e dell’ultra. In definitiva tutto il discorso ruota sul trascinarvi una domenica pomeriggio nella sala riunioni di un hotel per spillarvi dei soldi, cavalcando il vostro amore per la corsa, vediamo i cardini su cui si poggia tutto questo circo.

Il piccolo tesoro nascosto del TOR. Pochissimi lo conoscono, quasi tutti ci sono passati sopra. Una lettura per chi non è interessato alle polemiche sul meteo, ma pensa già all’anno prossimo!

Mentre per molti è prioritario polemizzare sul meteo e le responsabilità, forse è meglio guardare avanti. Voglio svelarvi un tesoro nascosto al Tor des Geants. Voglio raccontarvi come un’esperienza, con il passare del tempo e il progredire degli eventi possa mutare di significato rivelando cose che rischiamo di non vedere.

Correre con i crampi? Una vera fortuna! Tranne per chi si lamenta!

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PTL: “Petite Trotte a Leon” o “Polemiche Tutte Loser” ? Piccola guida a cosa non è la PTL e alla sintomatologia del “GTR”

La PTL sovverte tutti gli schemi. Non ne scrive tanto chi l’ha vissuta, conosciuta e gustata fino all’ultimo passo, ma i resoconti più lunghi, le critiche più forti e le posizioni più nette, vengono da chi l’ha fallita. Un classico.

Dico “fallita” e non dico “non terminata” perchè la PTL è una “prova di montagna” e non una gara. Le prove si superano o si falliscono, le gare si possono iniziare e finire, accorciare o interrompere. Le prove no.
Esattamente come una donna non può rimanere mezza incinta, la PTL o si finisce o non si finisce. Non si scappa. Dura realtà.

Tor des Geants: come fregare i “Giganti” e farla franca!

Con un supporto esterno presente e constante il concorrente si focalizza sul dare il massimo fisicamente, sapendo che chi lo aiuta è pronto a fronteggiare gran parte delle incognite esterne. Ecco quindi il concetto alla base dell’Atletica Leggera, e non dell’ Outodoor Endurance.
Vi ripropongo, con alcune piccole modifiche, questo mio articolo pubblicato su Spirito Trail dopo l’edizione del 2014.
La promessa di madame le President, per il TOR 2015 è quindi di avere un TOR che sia meno viaggio e meno un momento di sfida con se stessi, come molti lo vivono ora, ma di più come competizione sportiva pura – tuona la Nicoletti – “è che il TOR è una competizione sportiva e quindi ha delle regole che vanno rispettate da tutti.
L’etica sportiva deve essere il cavallo di battaglia di tutti coloro che amano il TOR, siano corridori, organizzatori, volontari, spettatori o semplici curiosi.”

Croci di vetta: Messner, colonialismo religioso, comunismo. Tutto quello che non sono ma che pochi ricordano.

Qualunque sia i simbolo usato in tutte le culture l’intento è il medesimo: esprimere il desiderio che l’uomo ha per celebrare e mettersi in contatto con il divino. Questo sentimento, se non è condiviso, va per lo meno rispettato in quanto rappresenta l’espressione più intima dei valori e delle credenze di chi lo ha espresso.

Orobie Ultra Trail - OUT

OUT, Orobie Ultra Trail, l’Ultra trail dei PECCATI CAPITALI

Un terreno che richiede un impegno enorme dal punto di vista fisico e una grande preparazione atletica, pur essendo tecnicamente piuttosto semplice. Il tracciato è quasi interamente su sentieri classificati come E, con pochissimi tratti esposti e quando presenti perfettamente messi in sicurezza e attrezzati con corde. Questo binomio, terreno durissimo ma tecnicamente accessibile, è un cocktail di molto inusuale da trovare,

Michele Evangelisti, Paolo Massarenti - Alpe Adria Trail

La grande “corsa ai record”, dagli Appalchi di Jurek all’Alpe Adria Trail di Evangelisti

L’unico vero senso di di queste iniziative è una sfida con se stessi di chi le compie, e una occasione di riflessione sulle proprie capacità e i propri limiti. Correre il Gr20 in canottiera come Jornet o una 700 km in marsupio come Michele, non rappresenta minimamente la realtà effettiva del percorso, ma è la rappresentazione interiore dell’atleta rispetto all’ambiente che lo circonda. Esattamente come un orologio di Dalì non rappresenta le caratteristiche tecniche di uno strumento di misurazione del tempo, ma una visione interiore e soggettiva dello stesso.

Altavia Dolomiti 1: guida all’uso

La soluzione da scegliere non varia solo a seconda delle proprie capacità fisiche, quindi se scegliere di percorrerla a passo lento e in autonomia o iscriversi alla Dolomiti Sky Run e farla tutta in meno di 45 ore, è una scelta che va fatta secondo quello che si vuole trarre dall’esperienza, più che dalla semplice capacità fisica.

Idrija: serenità e immense distese verdi. Un “paradiso ordinario” per chi pedala o corre veloce

Un luogo che, nella sua apparente mediocrità, in realtà si rivela essere un vero e proprio paradiso per chi ama camminare, correre velocemente o pedalare in montagna: l’assenza di traffico, le strade bianche con pendenze ridottissime e ben mantenute e le centinaia di chilometri di percorsi facili sono la meta ideale per chi è alla ricerca dell’allenamento veloce di corsa sulle distanze medie e lunghe come per chi ama pedalare ma non vuole cimentarsi su terreno tecnico o dover subire strade asfaltate e trafficate per percorrere lunghe distanze.

Il GR20: la “Mecca” per chi ama l’escursionismo e la corsa in montagna

Essenziale, primordiale, selvaggio e spartano. Ma autentico e puro. Questo è lo spirito alla base dell’attraversata della Corsica.
Affrontare questo viaggio significa andare alla ricerca del contatto diretto con la natura, e viverla con pochissimo appoggio esterno in quanto i rifugi sono pochi e molto spartani e i mezzi di comunicazione quasi del tutto assenti.

Anello delle Dolomiti Friulane

L’ Anello delle Dolomiti Friulane: 30 km di pura essenza dolomitica

Ci sono però anche le “Dolomiti nascoste”, non sono prealpi, tanto meno montagne che ricordano la conformazione geologica delle Dolomiti, sono Dolomiti a tutti gli effetti, con altitudini di tutto rispetto, il bianco lunare ed i ghiaioni che ci aspettiamo da questo tipo di montagna. A differenza delle Dolomiti che tutti conosciamo sono però ancora selvagge, meno a portata di autostrada e con prezzi quasi in Lire.

Viaggio nel mondo dove parliamo tutti la stessa lingua: la Trans Atlas Marathon

Non un resoconto di gara, ma come si fa a girare un interruttore che riporta l’uomo a prima della Torre di Babele annullando le differenze intese come elemento di divisione ed amplificando quelle intese come fonte di arricchimento culturale. Una formula con la quale possiamo giungere al minimo comune denominatore tra esseri umani diversi, e come possono questi mondi incontrarsi pacificamente e capirsi profondamente in pochi istanti.

PHOTO:https://m.facebook.com/Transatlasmarathon

Un viaggio di 285 km nel Regno di Sua Maestà l’Atlante. La TAM: Trans Atlas Marathon

Di colpo si é in alta montagna, ma anche qui si respira un’atmosfera antica, un’energia diversa da quella delle nostre Alpi. Se le nostre cime mi ispirano pensieri di “bellezza”, “maestosità” e “unicità”, sull’Atlante l’aria e i paesaggi sembrano trasudare “forza” e “vita”. Una forza e una linfa viatle che può essere spietata per la durezza del clima:

La corsa nella natura non è una variante della corsa su strada

Partiamo un concetto fondamentale. La corsa nella natura non è una variante della corsa su strada. No, sono due sport del tutto diversi. Nella corsa su strada l’elemento principale è il correre. Nella corsa fuori strada l’elemento principale è la natura, nella quale, se possibile, ci si muove correndo. Se non si ha chiaro questo concetto si va solo in cerca di guai.

IL MOMENTO E’ ORA. SBRIGATEVI

[vc_row][vc_column width=”1/1″][vc_single_image image=”15781″ border_color=”grey” img_link_target=”_self” img_size=”full”][vc_separator type=”normal” position=”center”][vc_empty_space height=”32px”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/3″][vc_column_text] [/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/3″][vc_column_text] [dropcaps type=’normal’ color=’#000000′ background_color=” border_color=’#ff0000′]O[/dropcaps]gni istante è unico. Certamente.  Ogni stagione dell’anno ha le sue meraviglie. Verissimo. Ogni uscita nella natura ci lascia… IL MOMENTO E’ ORA. SBRIGATEVI

In barca e in montagna gli amici che non si ammazzano diventano “migliori amici”.

È una riflessione dovuta, sia per chi sta organizzando le vacanze con gli amici, come per chi é solito gareggiare e sta pensando ad una corsa che preveda una squadra. Chi questa riflessione non la fa, forte della propria amicizia consolidata da anni di chat, o anche da una conoscenza non solo virtuale ma limitata a contesti dove il contatto e la coabitazione non sono cosí stretti, finirà molto probabilmente per pentirsene.

Oman Desert Marathon

Ultra Maratone e alimentazione: vi do una super ricetta e lascio i minestroni di teoria agli altri.

Non sono un medico, non sono un dietista o un dietologo, o un preparatore o un nutrizionista. Quindi non posso dare consigli sull’alimentazione.
Pensandoci bene tutti dicono la loro, con o senza titoli e io sono stato dai più blasonati cattedrati e costosi consulenti raccogliendo solo cattivi consigli e spendendo denaro.
Ma tutti questi professori, blogger e luminari del mangiare e correre, che esperienza hanno sul campo?